Guardi la busta paga e in fondo trovi una voce che sembra un mistero: "ex festività", con un contatore di ore maturate, godute e residue. Sono i permessi che compensano le festività soppresse, e per chi lavora su turni sono un piccolo tesoro facile da dimenticare: ore di permesso retribuito che spettano ogni anno e che, se non le usi, in molti casi ti vengono pagate.
In questo articolo troverai:
- 1. Cosa sono le festività soppresse e i permessi ex festività
- 2. Quante ore spettano e come maturano
- 3. Dove trovarle in busta paga
- 4. Se lavori su turni: part-time, turni da 6 o 12 ore, festivi lavorati
- 5. Se non le usi: monetizzazione e fine rapporto
- 6. Come controllare che il conteggio sia giusto
Cosa sono le festività soppresse e i permessi ex festività
Nel 1977, con la legge n. 54 ("Disposizioni in materia di giorni festivi"), l'Italia tolse il carattere di festa civile ad alcune ricorrenze religiose, tra cui San Giuseppe (19 marzo), l'Ascensione, il Corpus Domini e i Santi Pietro e Paolo (29 giugno). Altre date, come il 2 giugno e il 4 novembre, vennero invece spostate alla domenica. Il decreto del Presidente della Repubblica n. 792 del 1985 ha poi reintrodotto l'Epifania e, solo a Roma, la festa dei Santi Pietro e Paolo.
Per non far "perdere" ai lavoratori quei giorni di riposo, i contratti collettivi li hanno trasformati in permessi retribuiti individuali, spesso espressi in ore: sono le cosiddette ex festività. Non sono ferie e non sono ROL (riduzione orario di lavoro): sono una voce a parte, con regole proprie.
Quante ore spettano e come maturano
La regola più diffusa è questa:
- 4 giornate all'anno, che con un orario di 8 ore al giorno corrispondono a 32 ore;
- maturazione mensile: di norma 1/12 del totale ogni mese, cioè circa 2,66 ore al mese;
- maturazione proporzionale al periodo di lavoro: se vieni assunto a febbraio, a giugno avrai circa 13 ore, non 32.
Attenzione: il numero esatto, i tempi di maturazione e il modo di fruirle (a gruppi di 4 o 8 ore, a giornata intera) cambiano da CCNL a CCNL. Alcuni contratti riconoscono anche una giornata aggiuntiva legata al 4 novembre o la compensano con una riduzione d'orario. Per questo il riferimento è sempre il tuo contratto, non una cifra "valida per tutti".
Dove trovarle in busta paga
Di solito compaiono nella parte bassa del cedolino, in un riquadro dei "ratei" o dei contatori, con tre numeri: ore maturate, ore godute e saldo residuo. La dicitura cambia: "ex festività", "festività soppresse", "permessi ex fest." o simili. Se non trovi nessuna voce, non significa per forza che non ti spettino: può dipendere dal contratto o da come il consulente ha impostato il programma paghe.
Se lavori su turni: part-time, turni da 6 o 12 ore, festivi lavorati
Chi ha un orario rotativo si pone domande molto pratiche. Ecco i punti che più spesso generano dubbi, sempre da confrontare con il proprio CCNL:
- Part-time: le ore spettano in proporzione all'orario concordato. Con un contratto che prevede 32 ore e un part-time al 50%, il monte è di circa 16 ore.
- Turni di durata diversa: un permesso "di una giornata" si scala in base alla durata del turno che stai saltando. Su un turno da 12 ore il contatore scende di più che su uno da 6: controlla come viene conteggiato nel tuo ufficio paghe.
- Maturazione e calendario: le ore maturano in base alla presenza in servizio, non al giorno in cui cadrebbe l'antica festività. Non dipende quindi dal fatto che il 19 marzo cada di sabato o di domenica.
- Assenze lunghe: in alcuni casi, come la maternità obbligatoria, le ore continuano a maturare; in altri, come la cassa integrazione a zero ore, possono non maturare. Anche qui decide il contratto.
- Festivi lavorati: i permessi ex festività non sono la maggiorazione per chi lavora in un giorno festivo. Sono due voci diverse, e vanno controllate entrambe: se ti interessa questo aspetto, leggi Festività e turni: quando puoi essere obbligato a lavorare (e quando puoi dire no).
Se non le usi: monetizzazione e fine rapporto
A differenza di quanto accade con le ferie, le ore di ex festività non godute in molti contratti non si perdono: restano nel contatore oppure vengono pagate con una specifica indennità, spesso a inizio dell'anno successivo. Dopo il pagamento il contatore riparte da zero. Se il rapporto di lavoro finisce, per dimissioni o licenziamento, le ore residue vengono di norma liquidate nell'ultima busta paga insieme alle altre competenze di fine rapporto.
I tempi e le modalità precise (scadenza per usarle, mese del pagamento, voce utilizzata) sono stabiliti dal CCNL. Se ti trovi in un comparto con regole particolari, come sanità o enti locali, può valere una disciplina diversa: ne parliamo anche in Ferie in busta paga: dove trovarle, come si calcolano e cosa significano le voci.
Come controllare che il conteggio sia giusto
Basta qualche minuto ogni due o tre mesi:
- trova nel cedolino le ore di ex festività maturate, godute e residue;
- confronta le ore godute con i giorni in cui hai davvero chiesto il permesso;
- verifica che le ore maturate siano coerenti con i mesi lavorati e con il tuo orario (a tempo pieno o part-time);
- controlla, a inizio anno, se le ore residue sono state azzerate perché pagate e se l'importo compare tra le competenze.
Con Shift2Cal puoi importare i tuoi turni da foto, screenshot, PDF o CSV con l'AI, correggerli nell'anteprima e sincronizzarli con Apple Calendar, Google Calendar o Outlook. Avere nel calendario i giorni di permesso già usati, accanto ai turni, rende molto più semplice fare i conti a fine mese e accorgersi subito se qualcosa non torna sul cedolino. Dal 2027, poi, anche il 4 ottobre tornerà ad essere un giorno festivo da tenere d'occhio nella pianificazione: lo trovi spiegato in San Francesco, 4 ottobre: la nuova festività nazionale e cosa cambia per chi lavora a turni.
Numero di ore, modalità di maturazione e pagamento dei permessi ex festività dipendono dal CCNL applicato e dal tuo contratto individuale. In caso di dubbio, verifica sempre con il tuo ufficio paghe, un CAF o un consulente del lavoro.
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