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San Francesco, 4 ottobre: la nuova festività nazionale e cosa cambia per chi lavora a turni

Lavoratore su turni che controlla il calendario con la nuova festività del 4 ottobre

Da quest'anno il calendario delle festività nazionali si allunga: il 4 ottobre, giorno di San Francesco d'Assisi, patrono d'Italia, torna ad essere festa civile a tutti gli effetti. Per chi lavora su turni la notizia non è solo simbolica: significa un nuovo giorno da inserire nella pianificazione, un'eventuale maggiorazione in busta paga se si continua a lavorare, e qualche dettaglio pratico da conoscere subito per non farsi trovare impreparati.

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Perché il 4 ottobre torna festa nazionale

Il 4 ottobre era già stato festa nazionale fino al 1977, quando venne "spostato" alla prima domenica di ottobre per motivi di produttività, insieme ad altre festività religiose minori. La legge n. 151 dell'8 ottobre 2025, pubblicata in Gazzetta Ufficiale, ha modificato l'articolo 2 della legge 260/1949 e ha reintrodotto il 4 ottobre come giornata di festa nazionale a partire dal 1° gennaio 2026.

Non è quindi una festività "religiosa" in senso stretto: a tutti gli effetti legali e retributivi vale come il 25 aprile o il 1° maggio, con le stesse regole su astensione dal lavoro e retribuzione.

Il 2026 non cambia (quasi) nulla: cade di domenica

C'è un dettaglio che genera confusione: nel 2026 il 4 ottobre cade di domenica, giorno già festivo di per sé. Questo significa che, per la maggior parte dei lavoratori con orario standard dal lunedì al venerdì, la nuova festività non si "vede" quest'anno: non si aggiunge nessun giorno di riposo in più rispetto al solito.

Per chi lavora su turni anche la domenica, però, la sostanza cambia comunque: essendo ora doppiamente festivo per legge, in alcuni CCNL questo può comportare il riconoscimento della quota aggiuntiva prevista per le festività che coincidono con la domenica (in genere una frazione della retribuzione, simile a quanto avviene già per il 25 aprile o il 2 giugno quando cadono di domenica). Vale la pena controllare il proprio contratto collettivo su questo punto specifico.

Dal 2027 in poi: cosa succede se cade in un giorno feriale

La vera novità si vedrà dal 2027, quando il 4 ottobre cadrà in un giorno infrasettimanale. Da quel momento in poi varranno le regole ordinarie delle festività:

  • chi ha un rapporto di lavoro standard ha diritto ad astenersi dal lavoro conservando la normale retribuzione;
  • chi ha la retribuzione mensile fissa non vede variazioni in busta paga per la sola presenza della festività;
  • chi è pagato a ore o a giornata deve ricevere comunque il trattamento economico della giornata festiva non lavorata, secondo le regole del proprio CCNL.

Per chi lavora su turni rotativi, il 4 ottobre entrerà quindi stabilmente tra i giorni "rossi" da tenere d'occhio ogni anno, proprio come Ferragosto o il 1° novembre.

Sanità, GDO, Ho.Re.Ca: chi non può fermarsi

Come per tutte le altre festività, ci sono settori dove l'attività non può interrompersi: ospedali e RSA, supermercati e negozi della grande distribuzione, alberghi e ristorazione, trasporti, forze dell'ordine e servizi di emergenza. In questi ambiti, se il turno di lavoro comprende il 4 ottobre, il lavoro festivo resta comunque disciplinato dal CCNL di riferimento, che stabilisce se prevale la maggiorazione economica, il riposo compensativo, oppure entrambi.

Anche qui, come per ogni altra festività, il datore di lavoro non può imporre la prestazione festiva al di fuori di quanto previsto dal contratto collettivo o dall'organizzazione dei turni concordata.

Quanto vale il 4 ottobre in busta paga

Se ti trovi a lavorare il 4 ottobre, hai diritto alla normale retribuzione della giornata più una maggiorazione per il lavoro festivo, la cui percentuale dipende dal CCNL applicato: si va indicativamente dal 20% al 60% in più sulle ore lavorate, con alcuni contratti che prevedono percentuali più alte o un giorno di riposo sostitutivo al posto della maggiorazione economica.

Da ricordare anche un altro aspetto: le maggiorazioni per lavoro festivo rientrano, entro certi limiti, tra le voci che possono beneficiare della tassazione agevolata al 15% prevista per il lavoro notturno e festivo dei turnisti, se il tuo CCNL la prevede espressamente.

Perché conviene organizzarsi già da ora

Una nuova festività ricorrente significa che, ogni anno, qualcuno dovrà aggiornare i calendari turni per tenerne conto: capi turno, responsabili HR e gli stessi lavoratori che pianificano ferie o cambi con largo anticipo. È un dettaglio piccolo ma facile da dimenticare, soprattutto nei primi anni di applicazione della norma.

Con Shift2Cal puoi importare i tuoi turni da foto, PDF o CSV con l'AI, salvarli come pattern ricorrenti e sincronizzarli automaticamente con Apple Calendar, Google Calendar o Outlook: così un nuovo giorno festivo come il 4 ottobre entra nella tua pianificazione senza bisogno di rifare tutto a mano, e resta visibile insieme a tutti gli altri turni ed eventuali maggiorazioni da controllare in busta paga.

Le percentuali di maggiorazione e le regole su riposi compensativi variano da CCNL a CCNL: in caso di dubbio, verifica sempre con il tuo ufficio paghe, un CAF o un consulente del lavoro.