Una terapia da seguire, un esame di controllo, una visita specialistica che si può prenotare solo in un certo orario: per chi convive con una malattia oncologica, invalidante o cronica, trovare il tempo per curarsi è già difficile. Se in più si lavora a turni, il rischio concreto è che l'appuntamento cada proprio nelle ore di riposo tra un turno e l'altro, o peggio a ridosso di un notturno appena finito. Dal 1° gennaio 2026 c'è uno strumento in più pensato apposta per questi casi: 10 ore annue di permesso retribuito, introdotte dalla Legge 106/2025 e chiarite dall'INPS con la circolare n. 152 del 19 dicembre 2025. Ecco cosa prevedono, chi ne ha diritto e come conviene gestirle se il tuo orario cambia ogni settimana.
- Cosa prevede la Legge 106/2025: le 10 ore in più dal 2026
- Chi ha diritto al permesso, e il plafond separato per il figlio minore
- Come si richiede e come viene pagato
- Da non confondere con il permesso per lo screening di prevenzione
- Come gestire il permesso se lavori a turni
- Checklist pratica prima di presentare la domanda
Cosa prevede la Legge 106/2025: le 10 ore in più dal 2026
La Legge 106/2025 ha introdotto, a partire dal 1° gennaio 2026, un nuovo permesso retribuito di 10 ore annue destinato a chi deve sottoporsi a visite, esami strumentali e cure mediche collegate a una patologia oncologica, invalidante o cronica. L'INPS ha fornito le istruzioni operative con la circolare n. 152 del 19 dicembre 2025, chiarendo requisiti e modalità di utilizzo. Si tratta di una tutela aggiuntiva rispetto a quelle già esistenti (permessi Legge 104, congedi per cure, malattia ordinaria): non le sostituisce, si somma.
Il permesso si può usare solo a ore intere, non a frazioni di ora, e serve esclusivamente per prestazioni sanitarie legate alla patologia riconosciuta: non è un permesso generico da usare per altri motivi.
Chi ha diritto al permesso, e il plafond separato per il figlio minore
Possono richiedere le 10 ore i lavoratori dipendenti che si trovano in una di queste condizioni:
- patologia oncologica, anche in fase di follow-up dopo le cure;
- malattia invalidante o cronica, con un grado di invalidità riconosciuto pari o superiore al 74%.
Restano fuori dal beneficio i lavoratori autonomi, i collaboratori iscritti alla Gestione Separata INPS e alcune categorie di lavoratori dello spettacolo iscritti al fondo autonomi: per queste situazioni restano valide le altre tutele già previste dalla normativa su malattia e invalidità.
Un punto utile per chi ha figli: se il figlio minorenne è affetto da una delle patologie indicate, il genitore lavoratore ha diritto a un plafond separato di altre 10 ore annue, da usare per accompagnarlo a visite ed esami. Per il minore il requisito si considera soddisfatto anche con il solo riconoscimento dell'indennità di frequenza, senza dover dimostrare l'invalidità al 74%. Le due disponibilità (per sé e per il figlio) non si sommano né si scambiano: restano due plafond distinti e autonomi.
Come si richiede e come viene pagato
La richiesta va presentata direttamente al datore di lavoro, con l'anticipo che la prassi aziendale o il CCNL applicato richiedono per i permessi programmabili. Dopo la visita o l'esame, va consegnata l'attestazione rilasciata dalla struttura sanitaria presso cui la prestazione è stata effettuata: è il documento che giustifica l'assenza e permette all'azienda di conteggiare correttamente le ore.
Durante il permesso spetta un'indennità calcolata secondo le regole previste per la malattia. L'importo esatto e il modo in cui viene esposto in busta paga possono variare in base al contratto applicato e alla gestione previdenziale di riferimento (per il personale della Pubblica Amministrazione, ad esempio, il trattamento economico è a carico direttamente dell'amministrazione). Per questo motivo, prima di presentare la domanda, conviene sempre verificare con l'ufficio paghe, un CAF o un consulente del lavoro come viene calcolata l'indennità nel proprio caso specifico.
Da non confondere con il permesso per lo screening di prevenzione
Queste 10 ore riguardano chi è già in cura o ha già una patologia riconosciuta: sono pensate per chi deve gestire visite, esami e terapie legate a una diagnosi esistente. È uno strumento diverso dal permesso retribuito per gli screening oncologici di prevenzione, pensato invece per chi riceve un invito ASL a un controllo di routine mentre è in salute, e che alcuni contratti collettivi stanno iniziando a recepire. Sono due tutele distinte, per due momenti diversi della vita lavorativa: una per fare prevenzione, l'altra per affrontare una cura. Se non sei sicuro di quale si applichi al tuo caso, il riferimento più sicuro resta l'ufficio del personale o un patronato.
Come gestire il permesso se lavori a turni
Per chi lavora su turni variabili, la parte più delicata non è ottenere il permesso, ma farlo coincidere senza intoppi con un piano che cambia ogni settimana. Qualche accorgimento pratico:
- appena hai la data dell'appuntamento, segnala subito all'azienda insieme al turno specifico che intendi coprire con il permesso, così l'ufficio del personale ha il tempo di organizzare un'eventuale sostituzione;
- se l'esame richiede di presentarti a digiuno o riposato, valuta con il tuo responsabile se è preferibile spostare l'appuntamento di qualche giorno rispetto a incastrarlo subito dopo un turno di notte;
- tieni un unico calendario per turni e appuntamenti sanitari, non due elenchi separati: è il modo più semplice per accorgerti subito se una data si sovrappone a un turno già assegnato.
Su quest'ultimo punto Shift2Cal può aiutare concretamente: importando il piano turni da una foto, uno screenshot o un PDF condiviso dall'azienda e sincronizzandolo con Apple Calendar, Google Calendar o Outlook, vedi subito, affiancati sullo stesso calendario, sia i turni che gli appuntamenti sanitari già fissati, e puoi segnalare per tempo eventuali sovrapposizioni invece di accorgertene all'ultimo momento.
Checklist pratica prima di presentare la domanda
- verifica di rientrare tra i beneficiari (patologia oncologica anche in follow-up, oppure invalidità riconosciuta pari o superiore al 74%) o che riguardi un figlio minore con le stesse condizioni;
- ricorda che il permesso si usa solo a ore intere e solo per prestazioni sanitarie collegate alla patologia;
- conserva sempre l'attestazione della struttura sanitaria dopo ogni visita o esame: è il documento richiesto per giustificare l'assenza;
- comunica la richiesta al datore di lavoro con l'anticipo previsto, indicando il turno da coprire;
- per capire come viene calcolata l'indennità nel tuo caso e come viene esposta in busta paga, verifica sempre con l'ufficio paghe, un CAF o un consulente del lavoro, che conoscono le regole specifiche del tuo contratto e della tua gestione previdenziale.