Chi lavora su turni conosce bene il problema: dopo una notte in reparto, in fabbrica o dietro una cassa, il corpo ha bisogno di dormire di giorno. Ma se in quei giorni arriva anche l'influenza o un mal di schiena che ti costringe a casa, scatta un dubbio che gira spesso tra colleghi: "Se ho fatto la notte, sono esonerato dalla visita fiscale?". Nel 2026 la risposta è più chiara che mai, anche perché le regole sono appena cambiate per tutti, pubblici e privati.
In questo articolo troverai:
- 1. Cos'è la visita fiscale e chi può disporla
- 2. Le nuove fasce di reperibilità 2026: fine alla disparità pubblico-privato
- 3. "Ho fatto la notte, sono esonerato?": il mito da sfatare
- 4. Cambio domicilio in malattia: come comunicarlo
- 5. Cosa puoi fare fuori dalle fasce (e cosa evitare dentro)
- 6. Chi è esonerato dalla reperibilità
- 7. Le sanzioni per assenza ingiustificata
- 8. Consigli pratici per chi lavora su turni
Cos'è la visita fiscale e chi può disporla
La visita fiscale (o visita medica di controllo) è l'accertamento che l'INPS può disporre, tramite un medico convenzionato, per verificare che uno stato di malattia comunicato con certificato sia reale e compatibile con l'assenza dal lavoro. Può essere richiesta dal datore di lavoro oppure disposta d'ufficio dall'INPS stesso, anche a campione. Riguarda sia i lavoratori del settore privato sia quelli pubblici, con l'unica differenza che nel privato l'indennità di malattia è in parte a carico dell'INPS e in parte del datore, mentre nel pubblico è la stessa amministrazione a corrispondere l'intera retribuzione.
Le nuove fasce di reperibilità 2026: fine alla disparità pubblico-privato
Fino a poco tempo fa esisteva una differenza che generava confusione, soprattutto tra chi cambiava contratto passando dal privato al pubblico o viceversa: i dipendenti pubblici dovevano essere reperibili per 7 ore al giorno, quelli privati per 4. Con l'allineamento intervenuto per il 2026, in seguito alle pronunce del TAR Lazio e ai chiarimenti dell'INPS, le fasce di reperibilità sono ora identiche per tutti i lavoratori dipendenti, pubblici e privati:
| Fascia | Orario | Giorni |
|---|---|---|
| Mattina | 10:00 - 12:00 | Tutti i giorni, festivi inclusi |
| Pomeriggio/sera | 17:00 - 19:00 | Tutti i giorni, festivi inclusi |
Durante queste 4 ore complessive, il lavoratore in malattia deve trovarsi all'indirizzo indicato sul certificato medico, pronto a ricevere il medico incaricato dal controllo. Le fasce valgono sabato, domenica e nei giorni festivi, senza eccezioni legate al tipo di contratto o al settore.
"Ho fatto la notte, sono esonerato?": il mito da sfatare
È la domanda più comune tra infermieri, OSS, operai su turni, addetti alla vigilanza e lavoratori del commercio h24: se il turno appena concluso era notturno e la persona ha bisogno di dormire proprio nella fascia 10:00-12:00, esiste un esonero automatico?
No. Le fasce di reperibilità non cambiano in base al turno svolto prima dell'inizio della malattia. Il fatto di aver lavorato di notte non genera, da solo, un diritto all'esenzione: il lavoratore deve comunque trovarsi reperibile nelle due fasce orarie, indipendentemente da quanto abbia dormito o da quale fosse il suo turno abituale. Il motivo è semplice: la visita fiscale valuta la compatibilità della malattia con l'assenza dal lavoro, non l'organizzazione oraria precedente.
Questo non significa che il turno di notte sia irrilevante in assoluto: se un CCNL di settore prevede specifiche tutele aggiuntive per chi è appena rientrato da un turno notturno, vanno sempre verificate caso per caso con l'ufficio del personale, ma non sostituiscono l'obbligo generale di reperibilità INPS.
Cambio domicilio in malattia: come comunicarlo
Capita spesso, soprattutto tra chi lavora lontano da casa per turni stagionali o trasferte, di doversi spostare durante la malattia: tornare dai genitori, raggiungere un familiare che può aiutare con i figli, o semplicemente cambiare temporaneamente indirizzo. In questi casi la reperibilità resta obbligatoria, ma va comunicato tempestivamente il nuovo indirizzo, sia al datore di lavoro secondo le modalità previste dal contratto o dal CCNL, sia all'INPS tramite il servizio telematico dedicato alle visite mediche di controllo. Se il cambio non viene comunicato, il medico che si presenta al vecchio indirizzo verbalizza l'assenza come ingiustificata, con le conseguenze economiche viste più avanti.
Cosa puoi fare fuori dalle fasce (e cosa evitare dentro)
Fuori dalle due fasce orarie (quindi prima delle 10:00, tra le 12:00 e le 17:00, e dopo le 19:00) il lavoratore può uscire liberamente, purché le attività svolte siano compatibili con la patologia dichiarata. Durante le fasce di reperibilità, invece, l'assenza è giustificata solo per motivi documentabili: una visita specialistica programmata, una terapia indifferibile, un esame clinico o un'urgenza sanitaria. In questi casi conviene sempre conservare la documentazione (referto, appuntamento, ricevuta) da esibire in caso di controllo.
Chi è esonerato dalla reperibilità
Esistono categorie esonerate dall'obbligo di reperibilità durante la malattia, tra cui:
- lavoratori con patologie gravi che richiedono terapie salvavita o causano gravi difficoltà motorie;
- persone con invalidità riconosciuta pari o superiore al 67%;
- assenze per infortunio sul lavoro o malattia professionale riconosciuta INAIL;
- stati patologici legati a gravidanza a rischio, secondo le indicazioni del medico curante.
L'esonero non è automatico: va sempre attestato nel certificato medico o comunicato secondo le procedure previste, altrimenti la reperibilità resta obbligatoria a tutti gli effetti.
Le sanzioni per assenza ingiustificata
Se il medico di controllo non trova il lavoratore reperibile durante le fasce, senza un giustificato motivo documentato, scattano decurtazioni economiche sull'indennità di malattia:
- 100% dell'indennità per i primi 10 giorni di malattia;
- 50% per i giorni successivi.
A queste si possono aggiungere provvedimenti disciplinari da parte del datore di lavoro, in base a quanto previsto dal CCNL applicato e dal regolamento aziendale, soprattutto in caso di assenze ripetute nello stesso periodo di malattia.
Consigli pratici per chi lavora su turni
Qualche accorgimento utile per chi vive il problema da vicino:
- organizza il riposo dopo un turno di notte tenendo conto delle fasce 10:00-12:00 e 17:00-19:00, ad esempio dormendo prima o dopo, così da non farti trovare impreparato se ti ammali;
- tieni sempre aggiornato l'indirizzo di reperibilità comunicato al datore di lavoro, specie se dopo un turno vai a dormire altrove rispetto alla residenza abituale;
- conserva ogni documento utile a giustificare un'eventuale assenza dentro le fasce (prenotazioni, referti, ricevute);
- avere sotto controllo lo storico dei propri turni aiuta anche in questi momenti: con Shift2Cal puoi rivedere in un attimo quale turno hai fatto nei giorni precedenti alla malattia, utile per ricostruire la situazione con l'ufficio del personale o il medico competente, se necessario.
Le regole su malattia e visita fiscale possono presentare eccezioni legate al CCNL applicato o a specifiche tutele di settore (sanità, forze dell'ordine, part-time verticale): in caso di dubbio, verifica sempre la tua situazione con l'ufficio paghe, un CAF o un consulente del lavoro prima di prendere decisioni che riguardano la tua indennità.