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NASpI 2026: requisiti, importo, come fare domanda e le novità

Lavoratore che consulta il portale INPS per presentare la domanda di NASpI dopo la perdita del lavoro

Hai perso il lavoro involontariamente e vuoi sapere se hai diritto alla NASpI, quanto ti spetta e come presentare la domanda? O hai già la NASpI e stai valutando se accettare un nuovo lavoro o aprire una partita IVA? Questa guida raccoglie tutto quello che serve sapere nel 2026, comprese le novità introdotte dalla Legge di Bilancio.

In questo articolo troverai:

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Cos'è la NASpI e a chi spetta

La NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego) è l'indennità mensile di disoccupazione riconosciuta a chi ha perso il lavoro subordinato in modo involontario. È attiva dal 1° maggio 2014 e ha sostituito le vecchie ASPI e mini-ASPI.

Hanno diritto alla NASpI i lavoratori dipendenti che perdono involontariamente l'occupazione, tra cui:

  • Apprendisti
  • Artisti con contratto di lavoro dipendente
  • Soci lavoratori di cooperative di produzione e lavoro
  • Lavoratori a tempo determinato delle aziende pubbliche o esercenti servizi pubblici
  • Operai agricoli a tempo indeterminato dipendenti da cooperative e consorzi (dal 1° gennaio 2022)

Quando non spetta (e le eccezioni)

In via ordinaria la NASpI non spetta se la cessazione è volontaria. Sono anche esclusi i dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni e gli operai agricoli a tempo determinato (per cui vale una normativa specifica).

Esistono però alcune eccezioni importanti in cui la NASpI è riconosciuta anche a chi si è dimesso:

  • Dimissioni per giusta causa: quando il comportamento del datore di lavoro rende impossibile la prosecuzione del rapporto (mancato pagamento della retribuzione, mobbing, trasferimento non giustificato, ecc.).
  • Risoluzione consensuale nell'ambito delle procedure di conciliazione obbligatorie previste dalla legge.

I requisiti 2026 (inclusa la novità sulle dimissioni)

Per ottenere la NASpI nel 2026 servono due condizioni fondamentali:

  1. Stato di disoccupazione involontaria
  2. Almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti l'inizio della disoccupazione

A questo si aggiunge un requisito introdotto dalla Legge di Bilancio 2025 che è importante conoscere: se nei 12 mesi precedenti la perdita involontaria del lavoro hai lasciato volontariamente un rapporto a tempo indeterminato (con dimissioni o risoluzione consensuale, fuori dai casi già tutelati), per accedere alla NASpI devi dimostrare di aver maturato almeno 13 settimane di contributi successivi a quell'evento.

In pratica: chi ha lasciato volontariamente un lavoro stabile e poi ha trovato un altro lavoro che ha perso involontariamente, deve provare di aver lavorato abbastanza dopo le dimissioni per non essere considerato "colpevole" della propria disoccupazione.

L'accesso alla NASpI è inoltre collegato alla partecipazione attiva alle politiche per l'impiego proposte dai Centri per l'Impiego.

Come si calcola l'importo e il décalage

L'importo della NASpI dipende dalla retribuzione media mensile imponibile degli ultimi 4 anni e segue questa formula:

  • Se la retribuzione media è uguale o inferiore a 1.456,72 € (soglia 2026): NASpI = 75% della retribuzione media
  • Se la retribuzione media è superiore a 1.456,72 €: NASpI = 75% di 1.456,72 € + 25% della parte eccedente

In ogni caso c'è un massimale mensile che non può essere superato:

Parametro Valore 2026
Soglia di riferimento per il calcolo al 75% 1.456,72 €
Importo massimo mensile lordo 1.584,70 €
Riduzione progressiva (décalage) −3% dal 6° mese; dall'8° mese se hai più di 55 anni

L'importo è lordo e soggetto a tassazione IRPEF: quello che ricevi effettivamente dipende dalla tua situazione fiscale individuale.

Il décalage è la riduzione progressiva dell'indennità: a partire dal 6° mese di fruizione, l'importo si riduce del 3% ogni mese. Chi ha più di 55 anni alla data di presentazione della domanda ha un trattamento leggermente più favorevole: la riduzione parte solo dall'8° mese.

Quanto dura la NASpI

La durata è pari alla metà delle settimane di contribuzione presenti negli ultimi 4 anni. La durata massima è di 24 mesi (104 settimane).

Contribuzione utile negli ultimi 4 anni Durata NASpI (settimane) Durata indicativa
26 settimane13~3 mesi
52 settimane26~6 mesi
78 settimane39~9 mesi
104 settimane52~12 mesi
156 settimane78~18 mesi
208 o più settimane104~24 mesi (massimo)

Durante il periodo di NASpI viene accreditata anche contribuzione figurativa, fino a un tetto massimo pari a 1,4 volte l'importo massimo mensile. Questa contribuzione conta ai fini della pensione.

Come fare domanda: procedura e scadenze

La domanda va presentata esclusivamente in via telematica all'INPS, attraverso il portale MyINPS (con SPID, CIE o CNS) oppure tramite un patronato come l'INCA CGIL.

Scadenza: entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro. Superata questa scadenza si perde il diritto alla prestazione. In alcune situazioni particolari (maternità, malattia, infortunio insorti durante il rapporto poi cessato, vertenze o indennità di mancato preavviso) i 68 giorni decorrono da momenti diversi.

Da quando parte la NASpI (decorrenza)?

  • Se presenti la domanda entro 8 giorni dalla cessazione: la NASpI decorre dall'8° giorno successivo alla cessazione
  • Se la presenti dopo gli 8 giorni: decorre dal giorno successivo alla presentazione della domanda

Presentare la domanda prima conviene: ogni giorno di ritardo oltre l'8° giorno è un giorno di indennità perso.

Cosa serve per fare domanda:

  • Documento di identità e codice fiscale
  • Dati del rapporto cessato (date, datore di lavoro, motivo della cessazione)
  • IBAN corretto su cui ricevere i pagamenti
  • Eventuali informazioni su altri lavori attivi o attività autonoma/partita IVA

Dopo la domanda NASpI, entro 15 giorni è necessario attivarsi con il Centro per l'Impiego per stipulare il Patto di servizio personalizzato — il percorso di politica attiva per la ricerca di lavoro.

La novità 2026: anticipazione in due rate per chi apre attività autonoma

Chi percepisce la NASpI e vuole avviare un'attività autonoma, aprire un'impresa individuale o aderire a una cooperativa può chiedere la liquidazione anticipata di tutta l'indennità residua in un'unica operazione, invece di riceverla mese per mese.

La Legge di Bilancio 2026 ha modificato le modalità di erogazione di questo incentivo all'autoimprenditorialità. Prima del 2026 l'intera somma veniva erogata in un'unica soluzione. Dal 1° gennaio 2026, per le domande presentate da quella data, l'anticipazione viene corrisposta in due rate:

  • Prima rata: 70% dell'importo complessivo, erogata in fase di liquidazione della domanda di anticipazione
  • Seconda rata: 30%, corrisposta al termine del periodo teorico di durata della NASpI e comunque non oltre 6 mesi dalla presentazione della domanda di anticipazione

La seconda rata è condizionata: viene erogata solo dopo la verifica che il beneficiario non si sia rioccupato con lavoro subordinato e che non abbia accesso a una pensione diretta (con esclusione dell'assegno ordinario di invalidità).

Se invece ti rioccupi con lavoro subordinato o accedi alla pensione diretta, la seconda rata non viene pagata e devi restituire l'intera prima rata già percepita. È un aspetto da valutare con attenzione prima di presentare la domanda di anticipazione.

La domanda di anticipazione va presentata entro 30 giorni dall'avvio dell'attività. Se l'attività era già avviata prima della disoccupazione, la domanda va trasmessa entro 30 giorni dalla richiesta di NASpI.

Lavorare durante la NASpI: sospensione, riduzione, decadenza

Trovare un nuovo lavoro mentre si percepisce la NASpI non significa necessariamente perderla. L'effetto dipende dal tipo di rapporto e dal reddito previsto:

Tipo di attività Soglia reddito annuo Effetto sulla NASpI
Lavoro subordinato fino a 6 mesi NASpI sospesa (riprende alla fine del contratto)
Lavoro subordinato oltre 6 mesi > 8.500 € NASpI cessata
Lavoro subordinato < 8.500 € NASpI ridotta; comunicare all'INPS entro 1 mese
Lavoro autonomo / Partita IVA < 5.500 € NASpI ridotta dell'80% del reddito stimato; comunicare all'INPS entro 1 mese
Lavoro autonomo / Partita IVA > 5.500 € NASpI cessata

La comunicazione all'INPS in caso di riduzione va fatta entro 1 mese dall'inizio dell'attività. Non comunicare nei tempi previsti può portare al recupero delle somme non dovute.

Gli errori più comuni che bloccano la domanda

Alcune situazioni ricorrenti che portano al rigetto della domanda o a ritardi nei pagamenti:

  1. Contributi mancanti o periodi non risultanti: può dipendere da contributi non ancora trasmessi dal datore di lavoro o da errori negli archivi INPS. In questi casi serve una verifica dell'estratto contributivo e, se necessario, un'integrazione documentale.
  2. Mancata comunicazione del reddito: se era attiva una partita IVA o un'attività autonoma, il reddito presunto andava comunicato nei tempi previsti. In alcuni casi è possibile ripresentare la domanda entro i termini includendo correttamente la comunicazione.
  3. IBAN errato o non intestato al richiedente: un IBAN sbagliato è una delle cause più frequenti di ritardi o pagamenti non andati a buon fine. Verifica sempre che i dati inseriti siano corretti prima di inviare la domanda.
  4. Dubbi su dimissioni, risoluzione consensuale o giusta causa: la distinzione tra cessazione volontaria e involontaria non è sempre netta. Prima di inviare la domanda, verifica con un patronato se la tua situazione rientra tra i casi tutelati.
  5. Problemi tecnici con il SIISL o mancata convocazione: se la piattaforma per la politica attiva dà problemi o non arrivano convocazioni dal Centro per l'Impiego, conserva le prove dei tentativi effettuati e contatta il Centro per l'Impiego competente per territorio.

Tornare a lavorare a turni durante la NASpI: cosa comunicare all'INPS

Per chi cerca lavoro nel settore della sanità, della logistica, dell'industria o della ristorazione — settori dove il lavoro a turni è la norma — il rientro in attività durante la NASpI richiede attenzione. Ci sono due aspetti pratici da gestire correttamente.

Il primo è la comunicazione all'INPS: entro 1 mese dall'inizio del nuovo rapporto devi comunicare l'avvio dell'attività e il reddito previsto. Per i contratti a tempo determinato brevi (fino a 6 mesi) la NASpI viene sospesa, non persa: riprende automaticamente quando il contratto termina. Ma la comunicazione all'INPS va fatta comunque.

Il secondo è sapere esattamente quando inizia il nuovo lavoro. Quando un'azienda ti assume con turni variabili, la data di inizio contratto e il primo giorno effettivo di lavoro sono le date che contano per l'INPS. Se il responsabile ti comunica la tabella turni con pochi giorni di anticipo — o peggio, a voce — è difficile tracciare con precisione queste informazioni.

Shift2Cal risolve questo problema: fotografa la tabella turni o carica il PDF che ti manda il responsabile, e in pochi secondi tutti gli orari appaiono nel calendario del telefono. Sai già oggi quando inizia effettivamente il primo turno, puoi verificare le date con il contratto e hai una traccia chiara di quando comunicare all'INPS la ripresa dell'attività. Un dettaglio che, nel contesto della NASpI, può fare la differenza tra un pagamento regolare e un recupero di somme indebite.