Se lavori su turni e stai per diventare genitore (o lo sei già), probabilmente ti sei fatto una domanda molto pratica: come si concilia il congedo parentale con orari che cambiano ogni settimana? Il 2026 porta alcune novità importanti su questo fronte, ma le regole restano scritte pensando soprattutto a chi ha un orario fisso dal lunedì al venerdì.
In questo articolo vediamo cosa cambia davvero nel 2026, come funziona il congedo su base oraria per chi fa turni, cosa cambia se sei part-time e come muoverti in pratica con la domanda INPS.
In questo articolo troverai:
- 1. Cosa cambia nel congedo parentale nel 2026
- 2. Fino ai 14 anni del figlio: chi può usarlo e quando
- 3. I 3 mesi pagati all'80%: come si dividono tra i genitori
- 4. Il congedo a ore per chi lavora su turni: come si calcola
- 5. Part-time e turni: il monte ore da inserire in domanda
- 6. Come presentare la domanda su INPS
- 7. Organizzare turni e congedo senza perdere pezzi
- 8. Errori comuni da evitare
Cosa cambia nel congedo parentale nel 2026
La Legge di Bilancio 2026 interviene sul Testo Unico maternità e paternità (D.Lgs. 151/2001) con due novità che riguardano tutti i lavoratori dipendenti, turnisti compresi:
- Il congedo parentale ordinario si può fruire entro i 14 anni di vita del figlio, invece dei 12 anni previsti fino al 2025.
- I giorni di congedo per malattia del figlio (per figli tra 3 e 14 anni) passano da 5 a 10 giorni lavorativi l'anno per ciascun genitore.
Le novità sono state confermate dall'INPS con il messaggio n. 251 del 26 gennaio 2026 e valgono per i genitori lavoratori dipendenti. Restano invariati i limiti più stretti per chi è iscritto alla Gestione separata (12 anni) e per i lavoratori autonomi (1 anno).
Fino ai 14 anni del figlio: chi può usarlo e quando
L'estensione a 14 anni non cambia i limiti di durata complessiva del congedo, che restano fissati a 10 mesi per la coppia (elevabili a 11 se il padre fruisce di almeno 3 mesi, continuativi o frazionati). Cambia invece la finestra temporale in cui questi mesi possono essere spalmati: puoi conservarne una parte anche per gli anni delle scuole medie, non solo per la primissima infanzia.
Per chi lavora su turni rotativi questo è un vantaggio concreto: puoi programmare un periodo di congedo (anche a ore) nei mesi in cui i turni sono più pesanti, senza dover per forza concentrare tutto nei primi anni di vita del figlio.
I 3 mesi pagati all'80%: come si dividono tra i genitori
Dal 2025 (confermato nel 2026) sono 3 le mensilità di congedo parentale indennizzate all'80% della retribuzione, invece della vecchia indennità al 30%. La condizione è che il periodo di congedo di maternità o paternità obbligatoria si sia concluso dopo il 31 dicembre 2024.
| Mese all'80% | A chi spetta | Entro quando |
|---|---|---|
| 1° mese | Madre (non trasferibile al padre) | Entro il 6° anno di vita del figlio |
| 2° mese | Padre (non trasferibile alla madre) | Entro il 6° anno di vita del figlio |
| 3° mese | Uno dei due genitori, a scelta (trasferibile) | Entro il 12° anno di vita del figlio |
Oltre queste 3 mensilità, i mesi ulteriori di congedo parentale restano indennizzati al 30% (se il reddito individuale è sotto una certa soglia) o senza indennità. Vale la pena pianificare con attenzione quali mesi usare all'80%, soprattutto se in famiglia ci sono già turni notturni o festivi che pesano sul reddito.
Il congedo a ore per chi lavora su turni: come si calcola
Il congedo parentale non va per forza preso a giornate intere: si può fruire anche a ore, il che lo rende più adatto a chi ha turni variabili. Il punto delicato è capire quante ore "valgono" un giorno di congedo quando il tuo orario cambia di settimana in settimana.
In assenza di una regola specifica nel CCNL, la base di calcolo è questa: il congedo a ore si fruisce nella misura di metà dell'orario medio giornaliero del periodo di paga (di solito il mese, o le 4 settimane) immediatamente precedente l'inizio del congedo. In pratica, l'INPS non guarda al turno teorico del giorno in cui chiedi il congedo, ma alla media reale delle ore lavorate nel periodo precedente.
Molti CCNL di settori con turni (sanità, GDO, metalmeccanica) prevedono invece una fruizione a frazioni di ora più flessibile: se il tuo contratto lo prevede, conviene sempre verificarlo prima di fare domanda, perché può cambiare in modo sensibile quante ore "consuma" ogni giorno di congedo.
Part-time e turni: il monte ore da inserire in domanda
Se lavori part-time (situazione frequente tra i turnisti, specialmente nel Ho.Re.Ca. e nella GDO), il monte ore giornaliero e l'indennità vanno riproporzionati in base alla percentuale del tuo part-time. Un part-time al 50% avrà quindi un monte ore di riferimento dimezzato rispetto a un tempo pieno.
Nella domanda telematica INPS, il campo "monte ore giornaliero" deve riportare le ore equivalenti a una giornata lavorativa piena secondo il tuo contratto, mentre nel campo "congedo parentale richiesto" indichi le ore che vuoi effettivamente fruire. Il sistema converte poi le ore in una frazione di giornata (es. 0,5 giorni), che è quella che ti verrà conteggiata sul totale dei mesi disponibili.
Come presentare la domanda su INPS
- Dove: portale INPS (servizio "Congedo parentale"), Patronato o Contact Center INPS.
- Quando: una domanda separata per ogni mese in cui vuoi fruire del congedo a ore (se lo prendi a febbraio e marzo, servono due domande distinte).
- Preavviso: almeno 2 giorni al datore di lavoro per il congedo a ore, salvo termini diversi previsti dal CCNL per il congedo a giornate.
- Cosa scegliere: nella domanda puoi indicare fruizione giornaliera o oraria; per l'oraria, se il tuo CCNL non prevede nulla di specifico, la fruizione avviene "a mezze giornate".
Organizzare turni e congedo senza perdere pezzi
Tra il calendario turni dell'azienda, i giorni di congedo a ore e i cambi last minute, è facile perdere il conto di cosa hai già usato e cosa ti resta. Con Shift2Cal puoi importare i turni da foto, screenshot o PDF e tenerli sincronizzati con Apple Calendar, Google Calendar o Outlook, così i giorni di congedo pianificati restano visibili accanto ai turni ordinari invece di vivere separati su un foglio a parte.
Avere tutto in un unico calendario aiuta soprattutto quando il congedo va concordato con largo anticipo con il proprio responsabile, per evitare sovrapposizioni con i turni già pubblicati.
Errori comuni da evitare
- Confondere il congedo a ore con i permessi orari per allattamento: sono istituti diversi, con regole e domande separate.
- Non verificare il CCNL prima di scegliere tra fruizione a ore o a giornate: alcuni contratti offrono condizioni più favorevoli della regola generale INPS.
- Dimenticare il preavviso minimo al datore di lavoro, che può far slittare l'inizio effettivo del congedo.
- Non ricalcolare il monte ore dopo un cambio di orario o di percentuale di part-time, con il rischio di richiedere più (o meno) ore di quelle davvero spettanti.
Le regole su indennità, riproporzionamento part-time e interazione con il proprio CCNL possono cambiare caso per caso: se hai dubbi sul tuo calcolo specifico, verifica sempre con l'ufficio paghe, un CAF o un consulente del lavoro prima di inviare la domanda.