Da qualche mese, in molte aziende, non è più il capo turno a costruire da solo l'orario della settimana: un software confronta ferie, malattie, competenze e vincoli di CCNL, poi propone (o assegna) i turni. Nel frattempo l'Italia si è dotata della sua prima legge organica sull'intelligenza artificiale, la Legge 132/2025, e a giugno 2026 il Governo ha varato i primi decreti attuativi. Cosa significa tutto questo per chi, ogni mattina, deve solo sapere a che ora entra?
- Cosa prevede la Legge 132/2025 sull'IA e il lavoro
- Il diritto all'informativa: cosa deve dirti il datore
- Quando l'IA entra nella gestione dei turni
- I decreti attuativi di giugno 2026 e il nuovo Osservatorio
- Salute, sicurezza e limiti al controllo tramite algoritmi
- Cosa fare se non ricevi l'informativa
Cosa prevede la Legge 132/2025 sull'IA e il lavoro
La Legge 23 settembre 2025, n. 132, in vigore dal 10 ottobre 2025, è la prima legge italiana che fissa principi generali sull'uso dell'intelligenza artificiale, in coordinamento con il Regolamento europeo sull'IA (AI Act). Non è un contratto collettivo né una norma pensata per un solo settore: si applica a qualunque rapporto di lavoro, pubblico o privato, in cui l'azienda usa sistemi di IA che incidono sull'organizzazione del lavoro.
Il principio di fondo è semplice, anche se tradotto in linguaggio tecnico: l'intelligenza artificiale può essere usata per migliorare le condizioni di lavoro e la produttività, ma sempre in modo sicuro, trasparente e senza sostituire la responsabilità delle decisioni umane che riguardano le persone.
Il diritto all'informativa: cosa deve dirti il datore
La parte più concreta della legge, per chi lavora ogni giorno, è l'obbligo di informativa. Il datore di lavoro deve comunicare per iscritto, prima dell'utilizzo, quando impiega sistemi di intelligenza artificiale che riguardano l'instaurazione, la gestione o la cessazione del rapporto di lavoro, l'assegnazione di compiti e mansioni, oppure la valutazione delle prestazioni.
In pratica, l'informativa deve arrivare non solo a te ma anche alle rappresentanze sindacali (RSA o RSU), o in mancanza alla sede territoriale del sindacato di categoria. Deve spiegare, con parole comprensibili:
- quali sistemi di IA vengono usati e per quali finalità;
- quali dati vengono trattati e con quale logica il sistema arriva alle sue proposte o decisioni;
- quali misure di sicurezza e di controllo umano sono previste;
- quali conseguenze concrete può avere sull'organizzazione del tuo lavoro.
Non è richiesto di conoscere il codice del software: è richiesto che tu capisca, con logica semplice, cosa decide la macchina e cosa decide ancora una persona.
Quando l'IA entra nella gestione dei turni
Per chi lavora su turni, il caso più frequente riguarda proprio la pianificazione degli orari: software che assegnano automaticamente i turni notturni, distribuiscono i festivi o segnalano chi ha superato le ore massime settimanali. Questi sistemi possono davvero aiutare, per esempio riducendo gli errori di distribuzione o segnalando in anticipo un riposo mancato. Ma restano strumenti di supporto: la decisione finale, e la responsabilità di rispettare i limiti di legge e di CCNL su riposi, straordinari e maggiorazioni, resta sempre in capo a una persona, non all'algoritmo.
Se il tuo turno cambia all'improvviso "perché lo dice il sistema", hai comunque diritto a capire il perché e a far valere le stesse tutele di sempre su preavviso e riposi. La legge non introduce eccezioni per il solo fatto che una decisione parta da un software.
Qui la parte più semplice puoi gestirla tu: qualunque sia lo strumento con cui l'azienda genera il piano turni — un foglio Excel, una lavagna condivisa o un sistema di IA — con Shift2Cal puoi comunque avere sempre il controllo dei tuoi orari. Basta una foto dello schema o un'esportazione PDF: l'app li riconosce, li mostra in anteprima per una correzione manuale prima di salvarli e poi li sincronizza con Apple Calendar, Google Calendar o Outlook, così i tuoi turni restano leggibili e a portata di mano, indipendentemente da come sono stati generati a monte.
I decreti attuativi di giugno 2026 e il nuovo Osservatorio
Il 10 giugno 2026 il Consiglio dei Ministri ha approvato in esame preliminare il primo pacchetto di decreti legislativi attuativi della Legge 132/2025, per adeguare l'ordinamento italiano al Regolamento europeo sull'IA. Per il mondo del lavoro, i decreti richiamano tre aree: la gestione delle politiche attive, l'uso dell'IA nei processi decisionali che riguardano il rapporto di lavoro e il rispetto della normativa su salute e sicurezza quando l'IA entra nell'organizzazione del lavoro.
La legge istituisce inoltre l'Osservatorio nazionale sull'adozione dei sistemi di intelligenza artificiale nel mondo del lavoro, con il compito di monitorare l'impatto occupazionale e organizzativo di questi strumenti, valutarne gli effetti su condizioni di lavoro, salute e sicurezza, e individuare i fabbisogni di formazione per lavoratori e datori di lavoro. È un tassello ancora in costruzione: i decreti attuativi seguiranno l'iter parlamentare nei prossimi mesi, quindi alcuni dettagli operativi (sanzioni, modalità precise dei controlli) potranno essere precisati più avanti.
Salute, sicurezza e limiti al controllo tramite algoritmi
Un punto che la legge tiene distinto, ma collegato, è quello della sorveglianza. L'uso di dati raccolti da sistemi di IA — presenze, produttività, geolocalizzazione dei dispositivi aziendali — deve restare finalizzato a migliorare le condizioni di lavoro, non a creare forme di controllo occulto o continuo sulla persona. Restano valide, e non superate dalla nuova legge, le regole già esistenti sul controllo a distanza dei lavoratori e sulla necessità di accordo sindacale o autorizzazione dell'Ispettorato del Lavoro per gli strumenti che permettono un monitoraggio indiretto.
Per chi lavora a turni, spesso su più sedi o con dispositivi aziendali condivisi, questo significa una cosa concreta: hai diritto a sapere se e come i tuoi spostamenti, le tue timbrature o i tuoi ritmi vengono analizzati da un sistema di IA, e con quale scopo dichiarato.
Cosa fare se non ricevi l'informativa
Se sospetti che la tua azienda usi un sistema di IA per gestire turni, valutazioni o assegnazioni senza averti mai informato per iscritto, i passi pratici sono questi:
- chiedi all'ufficio del personale o alle risorse umane se e quali sistemi di IA sono in uso, e se l'informativa è già stata trasmessa alle rappresentanze sindacali;
- confronta la situazione con il tuo CCNL, perché alcuni contratti hanno già introdotto clausole specifiche su trasparenza degli algoritmi e revisione umana;
- se il dubbio riguarda un caso concreto di controllo o una decisione che ritieni ingiusta, rivolgiti al sindacato o, per le questioni di orario, riposi e sanzioni, all'Ispettorato Nazionale del Lavoro.
Trattandosi di una normativa ancora giovane, in fase di attuazione, per situazioni specifiche è sempre utile un confronto con l'ufficio del personale, un consulente del lavoro o il sindacato di riferimento, così da avere indicazioni aggiornate al tuo caso e al tuo settore.