Se lavori di notte, la domenica o nei giorni festivi, probabilmente hai già sentito parlare della tassazione agevolata al 15% introdotta per il 2026. Quello che in pochi sanno è che questa misura, così com'è scritta oggi, vale solo per il 2026. Dal 1° gennaio 2027, senza un intervento del Parlamento, si tornerebbe alla tassazione ordinaria su notturni, festivi, turni e reperibilità.
In queste settimane il Governo sta scrivendo la Legge di Bilancio 2027, e tra le misure allo studio ci sono sia la proroga della misura, sia un'ipotesi più ambiziosa: tagliare l'aliquota dal 15% al 5%. Vediamo cosa c'è oggi, cosa si discute e perché è ancora troppo presto per darlo per certo.
In questo articolo troverai:
- 1. La regola in vigore nel 2026, in breve
- 2. Cosa si valuta per la Manovra 2027
- 3. Perché la proroga non è scontata
- 4. Tempistica: quando lo sapremo davvero
- 5. Cosa fare nel frattempo, in pratica
- 6. Come Shift2Cal ti aiuta a tenere tutto tracciato
La regola in vigore nel 2026, in breve
Per il solo anno 2026, le somme che il datore di lavoro riconosce come maggiorazioni e indennità per lavoro notturno, lavoro festivo, lavoro nei giorni di riposo settimanale, turno e reperibilità possono essere tassate con un'imposta sostitutiva del 15%, al posto dell'Irpef ordinaria e delle addizionali.
Il beneficio non è automatico per tutti: si applica ai lavoratori dipendenti del settore privato con reddito da lavoro dipendente dell'anno precedente entro 40.000 euro, ed è limitato a 1.500 euro annui di maggiorazioni agevolabili. Serve inoltre che il datore di lavoro applichi un contratto collettivo nazionale.
È una misura che, per chi fa notti e weekend, può fare una differenza concreta in busta paga. Il punto è che, a legislazione vigente, questa finestra si chiude il 31 dicembre 2026.
Cosa si valuta per la Manovra 2027
Il Governo ha indicato il sostegno al potere d'acquisto dei lavoratori dipendenti tra le priorità della prossima Legge di Bilancio, insieme alla riduzione dell'Irpef. In questo quadro, tra le misure allo studio per il 2027 ci sono due strade possibili:
- La proroga della misura così com'è, confermando l'imposta sostitutiva al 15% con gli stessi requisiti già visti nel 2026 (soglia di reddito, tetto di 1.500 euro, CCNL applicato).
- Un rafforzamento dell'agevolazione, con l'ipotesi di ridurre l'aliquota dal 15% al 5% sulle stesse voci: notturno, festivo, turni e straordinari legati all'organizzazione dell'orario.
Se l'ipotesi più favorevole venisse confermata, per chi lavora su turni significherebbe pagare meno tasse sulle stesse maggiorazioni già oggi agevolate, a parità di altri requisiti. Ma va detto con chiarezza: si tratta ancora di un'ipotesi allo studio, non di una misura scritta nero su bianco in un testo di legge.
Perché la proroga non è scontata
Vale la pena ricordare come è nata la misura del 2026: anche allora si trattava di una previsione temporanea, decisa negli ultimi mesi dell'anno precedente. La storia recente insegna che queste agevolazioni vengono spesso confermate anno dopo anno, ma non c'è un automatismo.
Ogni proroga o modifica ha un costo per il bilancio dello Stato, e va trovata la copertura finanziaria necessaria. La Legge di Bilancio 2027 si muove inoltre dentro vincoli di finanza pubblica definiti a livello europeo, che limitano il margine di manovra del Governo su tutte le misure fiscali, non solo su questa.
In altre parole: la volontà politica di confermare (o migliorare) l'agevolazione sembra esserci, ma la versione finale dipenderà da quante risorse resteranno disponibili quando si chiuderà il negoziato sull'intero pacchetto di manovra.
Tempistica: quando lo sapremo davvero
La Legge di Bilancio segue un percorso con tappe piuttosto rigide:
- Entro il 15 ottobre: il Governo trasmette il Documento Programmatico di Bilancio, con le prime indicazioni sulle misure per il 2027.
- Entro il 30 novembre: la Commissione Europea esprime un primo parere sul documento trasmesso dall'Italia.
- Metà dicembre: Camera e Senato lavorano sugli emendamenti, dopo le audizioni di Banca d'Italia, Istat, Cnel, sindacati e associazioni di categoria.
- Entro il 31 dicembre: il testo definitivo deve essere approvato dal Parlamento per entrare in vigore dal 1° gennaio successivo.
Solo a manovra approvata sapremo con certezza se la tassazione agevolata su notturni e festivi sarà confermata al 15%, ridotta al 5% o lasciata decadere. Le prime bozze di ottobre daranno un'indicazione, ma nei mesi precedenti la manovra cambia spesso più volte prima del testo definitivo.
Cosa fare nel frattempo, in pratica
Non c'è nulla da "attivare" oggi in vista del 2027: nessuna domanda da presentare, nessuna scelta da fare in anticipo. La cosa più utile che puoi fare, in attesa di sapere come andrà, è la stessa che conviene fare comunque per il 2026: tenere un tuo storico chiaro dei turni lavorati, notte per notte, festivo per festivo.
Che la misura venga prorogata al 15%, ridotta al 5% o modificata nei requisiti, avere sempre sotto mano un riepilogo di quante notti, domeniche, festivi e giorni di reperibilità hai effettivamente coperto ti mette nella condizione migliore per:
- controllare che la busta paga rifletta davvero i turni fatti;
- confrontarti con ufficio paghe o consulente senza dover ricostruire tutto a memoria;
- accorgerti subito se una maggiorazione manca o è calcolata sulle ore sbagliate.
Come Shift2Cal ti aiuta a tenere tutto tracciato
Che la tua azienda ti mandi i turni su una foto, un PDF, uno screenshot o un foglio Excel, ricostruire a mano quante notti o festivi hai fatto in un anno è un lavoro lungo e pieno di margini di errore. Shift2Cal importa i tuoi turni da questi formati con l'aiuto dell'intelligenza artificiale, ti mostra un'anteprima da correggere prima di salvare, e li sincronizza con il calendario di Apple, Google o Outlook.
Il risultato è uno storico ordinato dei tuoi turni, sempre a portata di telefono: utile oggi per verificare notturni e festivi del 2026, e utile allo stesso modo qualunque cosa deciderà la Manovra 2027.
Le regole fiscali su turni, notturni e festivi possono cambiare con la Legge di Bilancio e dipendono da CCNL, reddito e voci in busta paga. Questo articolo descrive lo stato della discussione al momento della pubblicazione: per la tua situazione specifica, verifica sempre gli aggiornamenti con ufficio paghe, CAF o consulente del lavoro.