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Permessi per gli screening oncologici: la novità 2026 per chi lavora a turni

Lavoratore a turni che controlla sul calendario di casa la data di un appuntamento per uno screening di prevenzione

Arriva l'invito della ASL per la mammografia, il pap-test o il test per il colon-retto e il primo pensiero, per chi lavora a turni, non è la visita in sé ma come incastrarla: quel giorno c'è un turno di notte, o il cambio turno è già stato comunicato e chiedere un permesso significa complicare i colleghi. Fino a poco tempo fa la soluzione era quasi sempre "arrangiarsi" con un giorno di ferie o un cambio dell'ultimo minuto. Dal 2026 le cose iniziano a cambiare: una novità normativa apre la strada a un permesso retribuito pensato apposta per gli screening oncologici, e il primo contratto collettivo lo ha già recepito. Ecco cosa prevede, chi ne ha diritto oggi e come conviene organizzarsi.

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Cosa cambia: il permesso retribuito per lo screening oncologico

Dal 31 ottobre 2025 è in vigore un decreto correttivo del Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro che, per la prima volta, apre esplicitamente la porta a un permesso retribuito dedicato agli screening oncologici di prevenzione organizzati dal Servizio Sanitario Nazionale. La norma non introduce un diritto automatico identico per tutti i lavoratori italiani: demanda ai contratti collettivi il compito di stabilire quante ore concedere e con quali modalità. È però un cambio di impostazione importante, perché fino a ieri chi doveva assentarsi per uno screening di prevenzione poteva farlo solo con ferie, permessi generici o recuperi, spesso da negoziare turno per turno con il proprio responsabile.

Per chi lavora a turni il punto pratico è questo: se il tuo CCNL recepisce la novità, la visita di screening smette di essere "un problema tuo da risolvere con le ferie" e diventa un permesso riconosciuto, da programmare come qualsiasi altro impegno pianificato.

Quali screening sono coperti e a chi vengono proposti

Il permesso riguarda i tre programmi di screening oncologico gratuiti garantiti dal Servizio Sanitario Nazionale, organizzati dalle ASL con inviti diretti a casa in base all'età:

  • Mammografia, per le donne tra i 50 e i 74 anni, ripetuta ogni 2 anni (diverse Regioni la offrono già anche a 45-49 e 70-74 anni);
  • Pap-test o test HPV per la prevenzione del tumore al collo dell'utero, rivolto alle donne tra i 25 e i 64 anni con cadenza diversa secondo l'esame;
  • Screening del colon-retto, con kit per la ricerca del sangue occulto nelle feci, rivolto a donne e uomini tra i 50 e i 74 anni ogni 2 anni.

La Legge di Bilancio 2026 ha stanziato risorse per ampliare progressivamente queste fasce di età, seguendo Regioni che avevano già anticipato l'estensione. Le modalità organizzative (centro di riferimento, gestione dei richiami, invito cartaceo o digitale) restano comunque decise a livello regionale, quindi è normale trovare qualche differenza tra una Regione e l'altra.

Il primo contratto che lo applica: il CCNL Funzioni Centrali

Il 6 agosto 2026 è stato firmato il rinnovo del CCNL Funzioni Centrali, il primo grande contratto collettivo a tradurre in pratica la novità: dal 1° gennaio 2027 i dipendenti over 50 avranno diritto a 7 ore di permesso retribuito, da usare nell'arco di un quinquennio, per aderire agli screening oncologici su invito della ASL. Non è un plafond enorme, ma è un precedente concreto che altri contratti di settore potrebbero seguire nei prossimi rinnovi, incluso quelli di comparti con forte presenza di lavoro a turni come sanità, GDO, ristorazione e vigilanza.

Se il tuo CCNL non prevede ancora questo permesso, non significa che il diritto sia negato per sempre: significa che al momento la scelta di riconoscerlo o no resta demandata alla contrattazione collettiva del tuo settore, quindi vale la pena tenere d'occhio i prossimi rinnovi, soprattutto se lavori in un comparto dove i rinnovi sono frequenti.

Da non confondere con le tutele per chi è già in cura

Questo permesso riguarda la prevenzione: si applica a chi riceve un invito ASL per un controllo di routine, non a chi è già in cura per una patologia oncologica. Per quest'ultima situazione la normativa prevede tutele diverse e più ampie, come le 10 ore annue di permesso retribuito per visite ed esami e il congedo con conservazione del posto fino a 24 mesi, introdotte dalla Legge 106/2025. Sono due strumenti distinti, pensati per momenti diversi della vita lavorativa: uno per fare prevenzione mentre si è in salute, l'altro per chi sta affrontando una cura. Se ti trovi nella seconda situazione, il riferimento corretto è sempre l'ufficio del personale o un patronato, che sapranno indicarti la procedura più adatta al tuo caso.

Come incastrare la visita nel piano turni senza perdere un riposo

Anche quando il permesso è riconosciuto, la parte più delicata per un turnista resta l'organizzazione: uno screening richiede spesso di presentarsi a digiuno, prendere un mezzo di trasporto e a volte aspettare il proprio turno in sala d'attesa, cose difficili da conciliare con un turno di notte appena finito o uno che inizia poche ore dopo. Alcuni accorgimenti pratici aiutano a evitare di arrivare all'appuntamento stanchi o, peggio, di doverlo rimandare:

  • appena arriva l'invito, segna subito la data sul calendario che usi per i turni, non su un foglietto a parte: è il modo più semplice per accorgersi in anticipo di una sovrapposizione;
  • chiedi il permesso con l'anticipo richiesto dal tuo contratto o dalla prassi aziendale, indicando il turno specifico che intendi coprire, così l'ufficio del personale può organizzare per tempo un'eventuale sostituzione;
  • se lo screening cade a cavallo tra un turno di notte e uno di mattina, valuta con il tuo responsabile se spostare l'appuntamento di qualche giorno è più semplice che chiedere un cambio turno last minute.

Qui uno strumento come Shift2Cal aiuta concretamente: importando il piano turni da una foto, uno screenshot o un PDF condiviso dall'azienda e sincronizzandolo con Apple Calendar, Google Calendar o Outlook, vedi in anticipo se la data dell'invito ASL cade su un turno che ti conviene evitare, prima ancora di doverlo chiedere all'ufficio del personale.

Come richiedere il permesso in pratica

Alcuni passaggi pratici, utili sia che il tuo CCNL preveda già il permesso sia che tu voglia semplicemente organizzarti meglio con le ferie o i recuperi:

  • verifica se il tuo contratto collettivo o un accordo aziendale prevedono già un permesso specifico per lo screening oncologico, e con quante ore;
  • conserva l'invito ricevuto dalla ASL (cartaceo o digitale): in molte aziende è il documento richiesto per giustificare l'assenza;
  • se il tuo settore non ha ancora recepito la novità, chiedi comunque all'ufficio del personale come viene gestita di solito una richiesta di questo tipo, perché alcune aziende la trattano già in via informale come un permesso per motivi di salute;
  • per capire con certezza come conteggiare il permesso in busta paga, se rientra tra le ore retribuite o va coperto con ferie o recuperi, il modo più sicuro resta verificare con l'ufficio paghe, un CAF o un consulente del lavoro, che conoscono le regole specifiche del tuo contratto.