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Formazione sicurezza sul lavoro 2026: cosa cambia per chi lavora a turni con il nuovo Accordo Stato-Regioni

Piccolo gruppo di lavoratori a turni durante un corso aziendale di formazione sulla sicurezza sul lavoro

Se negli ultimi mesi in azienda ti hanno convocato per "rifare" un corso sulla sicurezza che pensavi di aver già fatto, non è un errore dell'ufficio del personale: dal 24 maggio 2026 è pienamente operativo il nuovo Accordo Stato-Regioni sulla formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro, e i vecchi corsi non bastano più. Per chi lavora a turni, spesso in settori a rischio medio o alto (industria, sanità, logistica, GDO), la novità non è solo burocratica: significa trovare delle ore da incastrare nel piano turni, proprio come per ferie o permessi.

Vediamo cosa cambia davvero, chi è coinvolto e come evitare di scoprire all'ultimo momento che un attestato non è più valido.

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Cosa cambia con il nuovo Accordo Stato-Regioni

L'Accordo, firmato il 17 aprile 2025 ed entrato in vigore il 24 maggio 2025, ha avuto un periodo transitorio di dodici mesi per permettere ad aziende ed enti formativi di adeguarsi. Da fine maggio 2026 quel periodo è concluso: sono validi ai fini dell'adempimento formativo solo i percorsi organizzati secondo le nuove regole, mentre i corsi impostati sui vecchi Accordi del 2011, 2012 e 2016 non producono più effetti, salvo che i loro contenuti risultino già pienamente conformi al nuovo testo.

L'obiettivo dichiarato è duplice: uniformare su tutto il territorio nazionale percorsi che prima variavano da regione a regione, e alzare l'asticella della qualità con criteri più stringenti su tracciabilità, requisiti dei formatori e verifica finale dell'apprendimento, oggi obbligatoria sia per i corsi iniziali sia per gli aggiornamenti.

Quante ore di formazione spettano ai lavoratori

Per chi è semplicemente inquadrato come lavoratore (a prescindere dal tipo di contratto: tempo indeterminato, determinato, apprendistato, somministrazione), la struttura resta quella della formazione generale più specifica, ma con una novità importante nella verifica finale:

  • Formazione generale: 4 ore, uguali per tutti i settori.
  • Formazione specifica, in base al livello di rischio del codice ATECO aziendale: 4 ore per rischio basso, 8 ore per rischio medio, 12 ore per rischio alto.
  • Aggiornamento quinquennale: almeno 6 ore, con verifica di apprendimento finale obbligatoria anche in questo caso.

La formazione generale, la parte specifica a rischio basso e l'aggiornamento possono svolgersi in e-learning; la parte specifica a rischio medio o alto è ammessa in e-learning solo se una norma regionale lo prevede espressamente. Molti settori tipicamente a turni (sanità, industria di processo, logistica, vigilanza) rientrano nel rischio medio o alto: significa più ore da organizzare, non meno.

Preposti e dirigenti: obblighi più stringenti

Chi in reparto fa da capoturno o da referente operativo è spesso inquadrato, ai fini della sicurezza, come preposto: una figura che tra industria, sanità e GDO ricopre spesso proprio chi gestisce i turni del team. Per questo ruolo cambiano due cose:

  • il corso base passa da 8 a 12 ore;
  • l'aggiornamento non è più quinquennale ma biennale, sempre di almeno 6 ore.

Per i dirigenti, invece, il corso base si riduce da 16 a 12 ore, mentre per il datore di lavoro che non ricopre anche il ruolo di RSPP è stato introdotto, per la prima volta, un obbligo formativo generale: un corso di almeno 16 ore da completare entro il 27 maggio 2027, con aggiornamento quinquennale di 6 ore.

I vecchi corsi sono ancora validi?

Qui sta il punto pratico che genera più confusione. Un corso fatto prima del 24 maggio 2026 resta valido solo se, per durata, contenuti e modalità, risulta già coerente con il nuovo Accordo: non basta avere un attestato con una data recente, bisogna che il percorso seguito corrisponda davvero ai nuovi requisiti. In caso contrario, l'azienda è tenuta a far ripetere la formazione secondo gli standard aggiornati.

Per il lavoratore la cosa più semplice da fare è chiedere conferma all'ufficio del personale o all'RSPP aziendale: ti sapranno dire se il tuo attestato è da considerarsi ancora valido o se rientri tra chi deve rifare (anche solo in parte) il percorso.

Perché la questione pesa di più per chi lavora a turni

Su carta la norma riguarda tutti i lavoratori allo stesso modo, ma nella pratica chi lavora su turni rotativi o H24 ha un problema in più: trovare una finestra comune in cui organizzare aula o e-learning senza scoprire un turno o accumulare ore fuori orario non retribuite. Alcuni aspetti da tenere d'occhio:

  • se il corso si tiene in un orario che non coincide con il tuo turno, verifica con l'azienda come viene conteggiato il tempo (ore di lavoro, straordinario, permesso retribuito): la risposta dipende spesso dal CCNL applicato;
  • chi fa più turni notturni ha meno margine per recuperare ore di formazione "a parte": è legittimo chiedere che l'azienda organizzi sessioni compatibili anche con chi lavora di notte;
  • se sei o diventi un preposto (capoturno, responsabile di reparto), l'aggiornamento biennale invece che quinquennale significa una scadenza da monitorare con più attenzione, perché ricorre più spesso.

Cosa fare in pratica

  1. Verifica il livello di rischio ATECO della tua azienda e le ore di formazione specifica che ti spettano.
  2. Chiedi conferma se i corsi già frequentati risultano validi secondo il nuovo Accordo o se vanno ripetuti.
  3. Se sei preposto, segna la scadenza dell'aggiornamento ogni due anni, non ogni cinque.
  4. Se il corso ti viene proposto fuori dal tuo orario di turno, chiarisci con l'azienda come viene retribuito quel tempo prima di parteciparvi.

Come Shift2Cal ti aiuta a non perdere le scadenze

La parte più insidiosa di questi obblighi non è il contenuto del corso, ma ricordarsi quando scade: tra un turno di notte e uno di giorno, una scadenza fissata due anni prima si perde facilmente di vista.

Shift2Cal può aiutarti proprio su questo fronte:

  • Turni ricorrenti e promemoria: aggiungi la data di scadenza del tuo corso o aggiornamento come evento ricorrente nel calendario, insieme ai tuoi turni, così non resta solo nella memoria dell'ufficio del personale.
  • Sincronizzazione con Apple Calendar, Google Calendar e Microsoft Outlook: la scadenza della formazione resta visibile ovunque guardi già i tuoi turni, senza bisogno di un'app a parte.
  • Importazione AI da foto o PDF: se l'azienda comunica le date dei corsi con una circolare o un calendario stampato, puoi importarle con una foto invece di ricopiarle a mano.
  • Elaborazione on-device: le informazioni restano sul tuo dispositivo, utile quando si maneggiano comunicazioni interne all'azienda.

Nota importante: le informazioni di questo articolo hanno finalità divulgativa e non sostituiscono una consulenza legale o la valutazione dell'RSPP e del medico competente della tua azienda. Per la tua situazione specifica (livello di rischio ATECO, validità dei corsi già svolti, modalità di retribuzione delle ore di formazione), verifica sempre con l'ufficio del personale, l'RSPP aziendale o un consulente del lavoro.