Il 29 luglio 2026 ARAN e le organizzazioni sindacali hanno firmato l'ipotesi di rinnovo del CCNL Comparto Sanità Pubblica 2025-2027, il contratto che riguarda oltre 590mila lavoratrici e lavoratori del Servizio Sanitario Nazionale: infermieri, OSS, tecnici, personale amministrativo e le altre professioni sanitarie. Non è ancora la parola definitiva — il testo deve prima passare la certificazione della Corte dei Conti — ma i numeri e le novità sono già abbastanza chiari da capire cosa cambierà in busta paga e nell'organizzazione dei turni.
Se lavori in ospedale, in una ASL o in una struttura sanitaria pubblica, ecco cosa sapere su aumenti, arretrati, la nuova indennità che copre anche i giorni di ferie e le altre novità che toccano chi lavora a turni.
- Cosa è cambiato e a chi si applica
- Quanto vale in busta paga per categoria
- Gli arretrati dal 2025
- La nuova indennità che copre anche le ferie
- Pronta disponibilità: cosa resta uguale e cosa cambia
- Nuovi profili e altre novità organizzative
- Quando arriva davvero in busta paga
- Cosa fare nel frattempo
Cosa è cambiato e a chi si applica
L'ipotesi di accordo firmata il 29 luglio 2026 chiude una trattativa lunga e riguarda tutto il personale del comparto sanità pubblica: dagli infermieri agli OSS, dai tecnici di laboratorio e radiologia al personale amministrativo e di supporto. È un rinnovo triennale, con decorrenza economica e normativa dal 1° gennaio 2025.
Attenzione a un punto importante: si parla ancora di "ipotesi di contratto", non di CCNL definitivo. Prima di diventare vincolante per tutte le aziende sanitarie serve il via libera del Comitato di Settore, del Governo e la certificazione di compatibilità economico-finanziaria della Corte dei Conti. Solo dopo la firma definitiva gli aumenti diventano automatici in busta paga per tutti.
Quanto vale in busta paga per categoria
L'incremento medio complessivo a regime, cioè dal 2027, è di circa 209 euro lordi al mese, pari a una crescita del 7,76% sull'intero triennio. Per il personale infermieristico, considerando anche le indennità specifiche, l'aumento medio sale a circa 240 euro lordi al mese.
Gli incrementi tabellari, scaglionati su tre anni, sono diversi per fascia:
- Elevata Qualificazione: 70,20 € dal 2025, 140,50 € dal 2026, 181,00 € dal 2027;
- Assistenti: 46,60 € dal 2025, 93,20 € dal 2026, 120,00 € dal 2027;
- Operatori: 43,70 € dal 2025, 87,40 € dal 2026, 112,60 € dal 2027;
- Personale di supporto: 41,40 € dal 2025, 82,80 € dal 2026, 106,70 € dal 2027.
In pratica, per un OSS il tabellare mensile lordo passa da circa 1.795 a circa 1.908 euro. Per un infermiere l'aumento tabellare è di circa 130 euro al mese, a cui si somma un incremento di circa 93 euro dell'indennità di specificità infermieristica: da qui il totale medio di 240 euro citato sopra.
Gli arretrati dal 2025
Poiché la decorrenza economica parte dal 1° gennaio 2025, il rinnovo porta con sé anche gli arretrati per i mesi già trascorsi. Le stime diffuse da ARAN parlano di una media di circa 1.226 euro lordi per il personale del comparto e di circa 2.300 euro lordi per il personale infermieristico, che beneficia anche dell'aumento dell'indennità di specificità. Gli arretrati verranno versati in busta paga dopo la firma definitiva del contratto, insieme al primo mese in cui scatta l'aumento a regime.
La nuova indennità che copre anche le ferie
Una delle novità più concrete per chi lavora a turni è l'introduzione di un'indennità giornaliera specifica per i giorni di ferie, calcolata sulla base delle indennità accessorie percepite nell'anno precedente (turno, notte, festivo), con un valore che può arrivare fino a circa 16 euro per ogni giornata di ferie godute.
Detto in modo semplice: fino a oggi chi faceva molti turni notturni o festivi rischiava di vedere la busta paga "scendere" proprio nei mesi in cui si prendevano più giorni di ferie, perché quelle indennità non venivano più corrisposte. Con questa nuova indennità, il contratto riconosce esplicitamente che le ferie non devono penalizzare chi lavora abitualmente su turni disagiati. È lo stesso principio già affermato in alcune pronunce recenti della Cassazione sulla continuità delle indennità di turno durante le ferie, ma qui diventa una regola scritta nel CCNL, non solo un principio da far valere caso per caso.
Pronta disponibilità: cosa resta uguale e cosa cambia
Sul fronte della pronta disponibilità, l'indennità nazionale di riferimento resta di 1,80 euro lordi all'ora, pari a 21,60 euro lordi per un turno di pronta disponibilità di 12 ore, salvo integrazioni previste dalla contrattazione aziendale. Resta fermo il limite ordinario di sette turni di pronta disponibilità al mese.
La novità principale non riguarda quindi l'importo nazionale, ma un maggiore spazio lasciato alla contrattazione integrativa: le aziende sanitarie potranno programmare la pronta disponibilità su base plurimensile, arrivando fino a un massimo di nove turni in un singolo mese, a condizione di mantenere una media di sette turni mensili sull'intero periodo di programmazione. Vale la pena verificare, quando il contratto diventerà definitivo, cosa stabilisce in proposito l'accordo integrativo della propria azienda.
Nuovi profili e altre novità organizzative
Il rinnovo introduce anche alcune novità che vanno oltre gli aumenti economici:
- due nuovi profili professionali, tra cui l'autista soccorritore e il disability manager;
- un percorso di valorizzazione specifico per il personale amministrativo e tecnico;
- una prima disciplina sull'uso dell'intelligenza artificiale nei luoghi di lavoro sanitari, con l'obiettivo di garantire trasparenza quando strumenti automatizzati intervengono nell'organizzazione del lavoro;
- misure orientate alla conciliazione tra vita privata e turni di lavoro.
Sono capitoli ancora da vedere nel dettaglio applicativo, ma segnalano una direzione: il contratto prova a intervenire non solo sullo stipendio, ma anche su come viene organizzato concretamente il lavoro a turni in ospedale.
Quando arriva davvero in busta paga
Dopo la firma dell'ipotesi, il percorso prevede il parere del Comitato di Settore e del Governo, quindi la certificazione della Corte dei Conti sulla compatibilità economico-finanziaria dell'accordo. Solo a valle di un esito positivo si procede alla sottoscrizione definitiva del CCNL, che acquisisce così piena efficacia giuridica per tutte le aziende sanitarie. Da quel momento, gli enti hanno un termine di 30 giorni per applicare in busta paga gli aumenti e gli arretrati automatici. Complessivamente, l'iter di controllo richiede in genere qualche mese: è quindi probabile che gli effetti concreti in busta paga si vedano solo nella seconda parte dell'anno o all'inizio del 2027.
Cosa fare nel frattempo
- Non aspettarti aumenti automatici nella busta paga di agosto o settembre: finché il CCNL non è definitivo, gli importi sono ancora un'ipotesi.
- Conserva le buste paga attuali: serviranno come riferimento per verificare correttamente arretrati e nuovi importi quando arriveranno.
- Tieni traccia di turni notturni, festivi e di pronta disponibilità: sono proprio le indennità legate a queste voci a determinare quanto varrà, per te, la nuova indennità di ferie.
- Per chi lavora su turni disagiati, avere uno storico chiaro delle proprie ore aiuta anche a controllare che l'azienda applichi correttamente gli arretrati una volta firmato il contratto definitivo.
Shift2Cal ti aiuta a mantenere questo storico senza sforzo: importa i turni da foto, screenshot, PDF o CSV con l'AI, li lascia sempre modificabili prima di salvarli e li sincronizza con Apple Calendar, Google Calendar o Outlook, così hai sempre sotto controllo quante notti, festivi e turni di pronta disponibilità hai fatto, elaborando tutto direttamente sul dispositivo per proteggere i tuoi documenti aziendali.
Gli importi e le date citati in questo articolo si basano sull'ipotesi di accordo del 29 luglio 2026 e possono variare nel testo definitivo del CCNL: per la tua situazione specifica verifica sempre con l'ufficio del personale della tua azienda sanitaria, il sindacato o un consulente del lavoro.