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CCNL Pubblici Esercizi e Ristorazione: aumenti da giugno 2026 e cosa sapere su turni e maggiorazioni

Cameriere di un bar che controlla il turno di lavoro dopo il rinnovo del CCNL Pubblici Esercizi e Ristorazione

Bar, ristoranti, alberghi e pizzerie hanno un tratto in comune: il turno cambia con le stagioni, con il weekend, con l'evento improvviso. Chi lavora in sala, in cucina o alla reception spesso scopre l'orario della settimana successiva solo pochi giorni prima, tra doppi turni spezzati, serate lunghe e domeniche di lavoro. In questo contesto, sapere cosa prevede davvero il contratto su busta paga, notturno e straordinari aiuta a non lasciare soldi sul tavolo a fine mese.

Da giugno 2026 scatta una nuova tranche di aumenti per il CCNL Pubblici Esercizi, Ristorazione Collettiva e Commerciale e Turismo, il contratto più diffuso nel settore Ho.Re.Ca. Vediamo cosa cambia in busta paga e ripassiamo le regole su turni e maggiorazioni che vale la pena conoscere.

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A chi si applica questo CCNL

Il CCNL Pubblici Esercizi, Ristorazione Collettiva e Commerciale e Turismo (Confcommercio-Fipe, con Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil) è il contratto applicato dalla maggior parte di bar, ristoranti, pizzerie, gelaterie, alberghi e stabilimenti balneari in Italia. Non è però l'unico: nello stesso settore circolano anche contratti sottoscritti da altre sigle datoriali, con regole in parte diverse su turni, periodi di prova e lavoro agile.

Il primo passo, quindi, resta sempre lo stesso: controllare quale CCNL è indicato nella propria busta paga o nel contratto individuale, perché le percentuali di maggiorazione e le tutele su turni e riposi possono cambiare da un contratto all'altro anche a parità di mansione.

Gli aumenti in busta paga: la tranche di giugno 2026 e il Fondo Est

Il rinnovo di questo CCNL prevede un aumento economico complessivo distribuito in cinque tranche. Da giugno 2026 scatta la terza, pari a 40 euro lordi per il 4° livello, portando l'aumento complessivo già erogato a 200 euro lordi per lo stesso livello (da riparametrare sugli altri livelli di inquadramento). A questo si aggiunge una novità dal 1° gennaio 2027: il contributo a carico del datore di lavoro verso il Fondo Est, la cassa sanitaria integrativa del settore, aumenta di 3 euro mensili per lavoratore.

Con aumenti spalmati su più scadenze, conviene controllare il cedolino a ogni tranche: gli adeguamenti non sempre vengono applicati in automatico dai sistemi payroll, e un ritardo di uno o due mesi capita più spesso di quanto si pensi, soprattutto in aziende piccole con gestione esterna delle buste paga.

Orario e turni: le regole di base

L'orario di lavoro ordinario di riferimento è di 40 ore settimanali, distribuite tipicamente su cinque giornate e mezza, con possibilità di accordi aziendali diversi. In ogni caso, l'orario comprensivo di eventuale straordinario non può superare le 48 ore su un periodo di 7 giorni.

Per chi lavora su turni settimanali o plurisettimanali, il contratto tutela il riposo tra un turno e l'altro: quando si cambia squadra e non si riesce a godere per intero del riposo giornaliero, questo può essere frazionato, ma i due turni di lavoro non possono in nessun caso essere consecutivi senza alcuna pausa. È una garanzia da tenere presente soprattutto nei periodi di alta stagione, quando la tentazione di "coprire il buco" con un turno extra è più forte.

Notturno, festivo e straordinario: quanto valgono le maggiorazioni

Le maggiorazioni previste dal contratto sono un punto che vale sempre la pena confrontare con il proprio cedolino:

  • Lavoro notturno (fascia 24-6): maggiorazione del 20% sulla retribuzione oraria.
  • Lavoro festivo o domenicale: maggiorazione del 20%.
  • Straordinario diurno: 25% per le prime 8 ore settimanali, 35% per le ore successive.
  • Straordinario notturno: maggiorazione del 60%.

Una regola spesso trascurata: le maggiorazioni non si sommano tra loro. Se un'ora di lavoro rientra sia nello straordinario sia nel notturno, si applica solo la percentuale più alta (60%), non la somma delle due. Il limite annuo di straordinario previsto dal contratto è di 260 ore.

Vale anche la pena ricordare che, dal 2026, le maggiorazioni per notturno, festivo e riposo settimanale possono beneficiare di un'imposta sostitutiva agevolata al 15% entro un tetto annuo di 1.500 euro, per chi ha un reddito da lavoro dipendente fino a 40.000 euro l'anno: un beneficio fiscale che non tutte le buste paga applicano correttamente al primo colpo.

Come tenere sotto controllo turni e maggiorazioni

Tra turni che cambiano di settimana in settimana, notturni occasionali e straordinari in alta stagione, ricostruire a mente ciò che spetta davvero a fine mese è complicato, soprattutto se il turno arriva ogni volta in un formato diverso: foto scattata al foglio in bacheca, PDF via email, screenshot di un gruppo WhatsApp. Con Shift2Cal puoi importare il calendario turni direttamente da una foto, uno screenshot o un PDF grazie al riconoscimento automatico via AI, correggere eventuali errori prima di salvare, e sincronizzare tutto con Apple Calendar, Google Calendar o Outlook. L'elaborazione avviene on-device, così i documenti aziendali restano privati.

Avere uno storico affidabile di turni notturni, festivi e straordinari lavorati aiuta a controllare con più sicurezza il cedolino a fine mese, invece di fidarsi solo della memoria o degli appunti sparsi.

Le percentuali di maggiorazione, i livelli di inquadramento e la tassazione agevolata possono variare in base al CCNL effettivamente applicato in azienda e a eventuali accordi integrativi territoriali: verifica sempre gli importi esatti con l'ufficio paghe, un CAF o un consulente del lavoro prima di segnalare eventuali discrepanze.