← Tutti gli articoli

CCNL Autoferrotranvieri 2026: la seconda tranche di agosto e le regole su turni, nastro orario e riposi

Autista di autobus del trasporto pubblico locale che controlla il turno dopo il rinnovo del CCNL Autoferrotranvieri

Dal 1° agosto 2026 scatta la seconda tranche di aumenti del CCNL Autoferrotranvieri-Internavigatori, il contratto che regola il lavoro di centinaia di migliaia di autisti di bus, tranvieri e personale viaggiante del trasporto pubblico locale. Ma per chi lavora su turni in questo settore, il contratto non riguarda solo lo stipendio: definisce anche il "nastro orario", i riposi tra un turno e l'altro e le indennità che spesso si perdono per strada in busta paga.

Pronto a provare Shift2Cal? Scatta una foto ai tuoi turni e trovali pronti nel tuo calendario. Gratis su App Store e Google Play.
Shift2Cal app icon

A chi si applica il CCNL Autoferrotranvieri

Il CCNL Autoferrotranvieri-Internavigatori copre il personale delle aziende di trasporto pubblico locale su gomma, rotaia e vie navigabili: autisti di autobus e filobus, tranvieri, personale di stazione e di esercizio, oltre al personale amministrativo delle aziende TPL. È uno dei contratti con più "turnisti in senso stretto" d'Italia: chi guida un mezzo pubblico lavora quasi sempre su turnazioni che coprono l'intera giornata, weekend compresi, spesso con orari spezzati.

Il rinnovo definitivo è stato firmato il 20 marzo 2025, con decorrenza dal 1° gennaio 2024 e scadenza al 31 dicembre 2026. L'accordo prevede un aumento medio del 13% distribuito in due tranche, oltre a una tantum a copertura del periodo di vacanza contrattuale.

La seconda tranche di agosto 2026: quanto vale in busta paga

La prima tranche era scattata a marzo 2025. Dal 1° agosto 2026 arriva la seconda: sul parametro 175 (uno dei livelli di riferimento più diffusi tra il personale viaggiante) l'incremento tabellare passa da 1.297,77 a 1.397,77 euro lordi mensili, un aumento di 100 euro che si somma ai 60 euro già erogati con la prima tranche.

A questi importi si aggiunge l'EDR (elemento distinto della retribuzione) maturato nel 2024, pari a 40 euro mensili per chi non aveva ancora ricevuto incrementi specifici. In precedenza era già stata erogata una una tantum di 500 euro lordi, a febbraio 2025 per la maggior parte del personale e a ottobre 2025 per chi lavora nei servizi commerciali non soggetti a obblighi di servizio pubblico.

Se lavori nel TPL, la prima cosa da fare a inizio settembre è controllare il cedolino di agosto: l'aumento dovrebbe comparire nella voce del minimo tabellare o del parametro retributivo. Se non lo trovi, non è detto che sia un errore: molte aziende applicano gli arretrati con un mese o due di ritardo tecnico, ma vale sempre la pena chiedere conferma all'ufficio del personale.

Il nastro orario: cos'è e perché conta per chi guida su turni

Uno dei concetti più specifici di questo CCNL è il "nastro orario": la fascia complessiva di tempo, fino a un massimo di 12 ore giornaliere, entro cui può essere collocato il turno di un autista o tranviere, comprese le eventuali interruzioni di servizio (i tempi morti tra una corsa e l'altra, tipici del trasporto pubblico nelle ore di punta e di magra).

Non significa lavorare 12 ore: significa che l'azienda può "spezzare" il turno all'interno di questa finestra, ad esempio con un servizio al mattino presto, una pausa lunga a metà giornata e un secondo servizio nel tardo pomeriggio. Per chi vive questo tipo di turno, il tempo libero nella pausa centrale spesso non basta per tornare davvero a casa, e la giornata lavorativa "percepita" finisce per essere molto più lunga delle ore effettivamente retribuite come lavoro.

Le eventuali eccedenze oltre il nastro standard devono essere regolate con accordi aziendali specifici: se il tuo turno si estende regolarmente oltre le 12 ore di nastro, è un punto da verificare con la rappresentanza sindacale in azienda.

Riposo giornaliero e settimanale: le regole del settore

Il contratto fissa un riposo settimanale di 24 ore, da usufruire di norma nella propria residenza. Per il personale viaggiante, a differenza di molti altri settori, questo riposo non cade necessariamente di domenica ma nel giorno stabilito dal turno di appartenenza: è normale, quindi, avere il giorno libero di martedì o giovedì invece che nel weekend.

Un'altra particolarità riguarda il calcolo dell'orario medio giornaliero: viene misurato sull'intero ciclo dei turni a cui è assegnato l'agente, un ciclo che per contratto non può superare le sette settimane. Questo significa che una settimana più pesante può essere compensata da una più leggera nel ciclo successivo, ma anche che un errore di programmazione può passare inosservato per diverse settimane se nessuno tiene il conto.

C'è infine una tutela poco conosciuta: se vieni richiamato in servizio durante il riposo periodico per un tempo inferiore al normale orario giornaliero, hai diritto, oltre alla retribuzione per le ore effettivamente lavorate, al 50% della retribuzione minima conglobata per le ore di riposo non godute. È una delle voci più spesso dimenticate in busta paga proprio perché scatta solo in situazioni non standard.

Le indennità da controllare in cedolino

Oltre al minimo tabellare, la retribuzione del personale viaggiante include diverse indennità accessorie legate al servizio effettivamente svolto:

  • indennità di turno, per chi effettua turnazioni avvicendate;
  • maggiorazione per lavoro notturno e festivo;
  • indennità legata al nastro orario e alle interruzioni di servizio;
  • scatti di anzianità, che si sommano al parametro di base.

Su notturno, festivo e turni resta valida l'imposta sostitutiva agevolata al 15% (nel limite di 1.500 euro annui) introdotta dalle ultime manovre fiscali per chi lavora su turni: vale la pena verificare che il sostituto d'imposta la applichi correttamente, perché un errore di inquadramento della voce può far perdere il beneficio senza che il lavoratore se ne accorga subito.

Come tenere sotto controllo turni e maggiorazioni

Con turni che cambiano ciclo ogni poche settimane, riposi che non cadono mai nello stesso giorno e indennità che dipendono da come è stato effettivamente strutturato il nastro orario, tenere a mente tutto "a memoria" è quasi impossibile. Un'app come Shift2Cal permette di importare il piano turni da foto, screenshot o PDF aziendale con riconoscimento automatico via AI, sincronizzarlo con il calendario personale (Apple, Google o Outlook) e avere sempre sott'occhio quando cade il prossimo riposo settimanale o quale turno rientra nella fascia notturna agevolata — un aiuto concreto per verificare, mese dopo mese, che indennità e maggiorazioni corrispondano davvero a quanto lavorato.

Per la parte fiscale e contrattuale, in particolare sull'applicazione degli aumenti, dell'EDR e della detassazione su turni e notturno, il consiglio resta lo stesso: in caso di dubbio, verifica con l'ufficio paghe aziendale, un CAF o un consulente del lavoro prima di trarre conclusioni definitive sul tuo cedolino.